Fedy e Claudia artisti - Galleria Europa Carano
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Critiche d' Arte Ferdy Guadagnini

Carano 24/07/2010 - Recensione a Ferdy

a cura dell'archivio monografico dell'arte italiana

Secondo una tecnica antichissima (praticata già dagli egizi, dai cretesi, dai greci e dai romani) Ferdy Guadagnini ha trovato nell'arte del cesello la sua materia viva; attraverso rilievi e rientranze raggiunge l'opera d'arte in maniera egregia. Costruisce anche sculture d'arredo che caratterizzano la sua maestria, oggetti di uso comune imponenti nella loro semplicità: vasi dalle decorazioni eleganti: natura, animali, volti segnano il racconto di storie che ricordano motivi ispirati ad una fantasia leggendaria. Ogni rilievo segue l'andatura dell'oggetto con movimentazione dinamica, chiara e decisa. La significativa esperienza artistica diFerdy si pone sempre verso un'apertura mentale di nuovi progetti. Guadagnini caratterizza la sua arte con uno stile raffinato minuziosamente realistico, le sue sculture rivelano sorprendenti dettagli nei volti, nei movimenti del corpo, nell'espressività ben accentuata; particolari che denotano l'appartenenza di sensazioni dei personaggi: solitudine, fatica, dolore, speranza e vitalità. Ogni progetto ideato da Guadagnini rivela una conoscenza approfondita della modellazione della materia e la comprensione delle sue proprietà, ogni gruppo scultoreo è diverso per il contenuto e per lo stile ricco di reminiscenze classiche. Un'esecuzione precisa contornata da pieghe, movimenti, oscillazioni che definiscono un racconto essenziale. Ferdy Guadagnini con le sue opere celebra momenti della vita evidenziando avvenimenti dai contenuti sociali moderni e remoti, religiosi, che divengono personaggi principali dell'evento rappresentato. Una scultura con caratteristiche settecentesche elaborate con un linguaggio elegante, deciso, che rifluisce spiragli limpidi arricchiti da un'armoniosità d'espressione. Le forme ben plasticamente contenute si snodano, si contorcono con dolcezza in ritmi oscillanti evidenziando la luce che offre la superficie. Ferdy, indagando la natura della materia, stabilisce "un rapporto basato sulle potenzialità infinite dello spazio e sull'energia dei materiali. Una ricerca scultorea tra antico e moderno, le sue creazioni prendono vita in forme terse, pulite e dettagliate. Ferdy una personalità artistica che si esprime in maniera completa realizzando un personale traguardo culturale. Lo scultore concentra la sua attenzione verso visioni del tempo reale, luoghi comuni, sensazioni ed emozioni trovano spazio nello slancio creativo della sua vitalità prorompente. Attinge a realizzazioni chiare, complete nella descrizione, creando sfere dagli spiragli superiori, esaltandone l'aspetto emotivo. Interpreta situazioni drammatiche, veritiere, personificando negli sguardi dei suoi personaggi segni tangibili del dolore provato, sensazioni di paura, di stanchezza, di inquietudine. Attraverso sperimentazioni ardite Ferdy ritrova la giustizia di un suo mondo espressivo ed emotivo congiungendo la sfera operativa del pensiero con la sfera di un'evoluzione migliore. Scultore dal sicuro temperamento, Ferdy Guadagnini costruisce l'idea per concretizzarla in immagine. Scelte stilistiche che derivano da proiezioni audaci di forme basate su un'ottica figurativa. Le opere si caratterizzano per la ritmica, la plasticità indice di finezza, ed un gusto estroso che evidenzia le capacità tecniche che possiede. Una modellazione costruita da doti musicali di intensità straordinaria, il modo di modellare, scolpire racchiude affermazioni motivate sulle intenzionalità e sulle consapevolezze proprie dell'artista. ... Guadagnini esprime in assoluta libertà il proprio stato emozionale realizzando sculture fluttuanti che esprimono una forza di espansione marcata verso gli spazi attigui. Le sue creazioni affrontano principalmente la situazione dell'uomo contemporaneo-moderno privo di valori. L'obiettivo dell'artista è esprimere il legame solido che l'uomo dovrebbe avere con la sua terra, con la sua interiorità incanalando così nell'animo sensazioni profonde, gioiose che non si lascino contaminare dalla durezza di una vita imprevedibile. Ferdy Guadagnini attraverso il suo lungo percorso artistico (50° anni) ha sviluppato una ricerca formata da una collezione scultorea che scinde varietà culturali e profonde poetiche. Attraverso le potenzialità estetiche e funzionali del rame Ferdy continua oggi il suo dialogo, la materia diventa espressiva con i suoi effetti metallici e cristallini: l'esperienza artistica di Ferdy Guadagnini è realizzare la sensazione che si perfeziona rispetto alla scultura eseguita, la sua capacità è far progredire il suo sentimento poetico oltre la forma, giungendo all'animo dell'osservatore.

Recensione a Ferdy

di Claudia Gosetti

Ferdy Guadagnini nasce a Cavalese nel 1944. Inizia a studiare la tecnica del cesello a soli nove anni presso un artigiano del luogo. A quattordici anni si trasferisce a Trento per frequentare un nuovo laboratorio dove approfondire l’esperienza acquisita in Val di Fiemme. Già prima di partire per il servizio militare apre il suo studio-laboratorio a Carano dove tornerà subito dopo per svolgere la sua attività di scultore del rame che da allora prosegue ininterrottamente. Questa esperienza conferisce all’artista una grande padronanza del disegno che lo rende assolutamente autosufficiente per affrontare – attraverso lo sbalzo e il cesello – qualsiasi soggetto egli decida di realizzare con il rame. Questo metallo ancestrale, il primo ad essere utilizzato dall’uomo in preistoria, rappresenta il difficile strumento attraverso cui Ferdy (così preferisce essere chiamato l’artista) traduce le sue emozioni manipolando la lastra con assoluta padronanza di mezzi per portarla ad una morbidezza e sottigliezza estreme che ne fanno il principale strumento comunicativo. Guadagnini soffre i limiti della materia e il suo sforzo continuo è quello di travalicarli. Proprio in questo tentativo risiede la grande difficoltà che deve affrontare l’artista poiché nel forzare la materia è insito il rischio –lavorando a rovescio- di non fermarsi in tempo e rovinare quindi il lavoro faticosamente intrapreso. Per questo motivo le sue Sindoni suscitano la sensazione che qualcosa dietro alla lastra tenti con energia di trapassarla per giungere fino all’osservatore. Questa “azione” fa in modo che il soggetto trasferisca la propria impronta sulla materia comunicando all’esterno la sua presenza e la sua natura. Un altro ostacolo per l’artista è legato alla sua scelta di cimentarsi con dimensioni sempre più grandi ed assomiglia ad una sfida con se stesso per tentare continuamente un superamento dei propri limiti e riuscire a esprimere il messaggio o il racconto anche attraverso la difficile estensione della lastra. Osservando la produzione di Guadagnini, scopriamo un artista che se talvolta si mostra incline ad un linguaggio didascalico, altre volte rivela la tendenza ad essere decisamente meno esplicativo dimostrando una sostanziale istintività di approccio al soggetto che risulta essere sempre caratterizzato da elementi di plasticità e di equilibrio compositivo. Costante nell’approccio dell’artista alla materia è poi una totale attenzione all’uomo, al suo mondo di emozioni, alle dinamiche sociali e alla storia. Nessuna estraniazione dal vissuto e temi che sottendono una costante ricerca sono gli elementi del lavoro di Guadagnini che vanno a contrapporsi all’iniziale impressione di una attività applicativa preponderante rispetto al fervore creativo. Ferdy Guadagnini, artista noto in Italia e all’estero, è ideatore di un importante opera che il Parlamento europeo gli commissiona nel 1986. Guadagnini infatti, vince il concorso che il Parlamento europeo bandisce in quel periodo per la realizzazione di un oggetto d’arte quale premio da assegnare agli imprenditori di maggior merito in ambito europeo. L’assegnazione del “Premio Europa” – per mezzo della scultura in bronzo progettata da Ferdy Guadagnini – avvenuta nel 1988 a L’Aquila, ha visto tra i premiati lo stesso Guadagnini quale artista di particolare rilievo in ambito internazionale. Numerosi per Guadagnini i riconoscimenti di originalità rispetto all’utilizzo di una tecnica legata prevalentemente a situazioni e forme dell’antichità che nelle mani di un artista come Ferdy diventano situazioni e forme che – per i temi individuati e per l’approccio stilistico di grande forza espressiva – si fanno interessanti strumenti di lettura di un contesto di assoluta attualità.

Recensione a Ferdy

di Mario Monteverdi

Ferdy Guadagnini è nato a Cavalese (Valle di Fiemme - Trento) il 30 luglio 1944. Porta alla visione dei pubblico le sue opere, uniche nella potenza espressiva. Già a quindici anni dà libero spazio al suo estro creativo rivelandosi padrone di un mestiere che non offre possibilità di riferimento nel suo genere; un genio solitario, chiuso psicologicamente in una estrema meditazione, creatore di opere dai notevoli altorilievi' sul rame, impreziosire da un elaborato lavoro di ceselli, quasi sculture emergenti tra spazio e proiezione psichica. La sua tecnica, intensamente maturata, rivela una padronanza nel disegno che lo rende artisticamente autosufficiente per qualsiasi soggetto. In tante opere egli rispecchia mutevoli immagini della sua valle apparentemente incontaminata, non resistendo tuttavia alla tentazione di modificarle là dove l'opera dell'uomo è stata negativa, toccando quindi la più profonda personalità individuale con immediatezza espressiva: sono quadri "documento", indubbiamente sofferti, cari all'autore anche per l'angoscia creativa, rovello snervante. Il mondo della natura si offre all'artista perché egli possa, travalicando i soggetti, scoprirvi quello della sua interiorità così ricco di sfumature: i temi della vita paesana realizzano immagini che, nella vita reale, vanno assottigliandosi sempre più. Nei suoi quadri troviamo una certa distanza di visione, per cui la scena è colta nel suo insieme, nella sua naturalezza ed assume una carica d'istintiva ansietà. Constatando l'ideazione di ogni sua opera, come trattenesse un tema elaborandolo, prescindendo dalla sua stessa significatività, alimentandosi di una certa vena spirituale, troviamo l'artista: persona semplice, umile, cosciente di questo dono datogli da Dio, ed egli, accoltolo, vissutolo, l'ha maturato, non più come lavoro, ma come l’espressione dei suo io, dando di se stesso sempre il meglio. L’arte del cesello potrebbe, oggi, suonare anacronistico, qualora non vi fossero artefici che, come Ferdy (Ferdinando) Guadagnini, non la coltivassero nel rispetto di una tradizione che fa della sacralità del mestiere il proprio simbolo e la propria bandiera. Eccellente sotto il profilo formale, Ferdy rende il rame una materia duttile che si piega alle esigenze della tecnica come a quelle del racconto: e allora i miti, le favole, la storia, la Cronaca acquistano rilievo e forma, luce e movimento. Attento ai fatti umani colti con un senso del tutto sociale della solidarietà, l'autore attinge a significati indicativi di una scelta ideale allorché plasma l'emblema di un'Europa unita che torni a illuminare il pianeta.

Recensione a Ferdy

di M.r le professeur Gerard Argelier Critique d’Art – Nice ( France)

Prevale nei suoi lavori un notevole spirito d’osservazione per tutto ciò che lo circonda e lo emoziona. Guadagnini rimodella la sua realtà penetrando nelle zone inconsce della sua creatività, laddove il suo estro creativo attinge sempre più interessanti frasi di apparente quotidianità. La sua potenza espressiva si contrae sul metallo da lui elaborato facendo scaturire formule e visioni palpitanti, evocate con capacità manuali non indifferenti. Ferdinando Guadagnini attraversa la luce con segmentazione incisiva, equilibrato nelle proporzioni e nel gusto segnico. Nell’artista prevale la grande capacità di estrazione emozionale, frutto di una grande ricerca ma anche di notevoli studi artistici, che hanno raffinato la sua scelta artistica. Una ricerca sollecitata dalle inquietudini verso un mondo dai profili incostanti, dagli equilibri compositivi energicamente dedotti da un filtro scultoreo di notevole importanza tecnica. L’artista esalta un’arte che può apparire ormai superata, riuscendo a dare il meglio delle sue espressioni, coinvolgendo ogni fibra della sua motivazione artistica. Sollecitato da un figurativo concettuale, l’artista sa scrutare nel fondo del suo animo, traducendo le emozioni e le sue sensazioni in pura creatività scultorea. Le espressioni dei suoi personaggi, i particolari delle sue figure, tutto ci coinvolge nell’insieme figurativo, motivato dalla sua innata forza descrittiva. Ferdinando Guadagnini ama spaziare nel suo universo creativo con malleabile duttilità, confermata anche dalla realizzazione di perfette anfore dal sapore antico, giustamente tradotte dalla sua fantasia, divenute veicolo di grande creatività concettuale. L’artista ama proporsi con diverse strutture, poliedrico nella forma e nell’espressione, ma sempre notevole nella capacità di tradurre la sua armonia creativa, prezioso gesto di amore verso un’arte che non conosce limiti ed imposizioni, ma percorre un cammino di grandi soddisfazioni critiche.

Recensione a Ferdy

di Carla d’Aquino Mineo

Traspare nelle opere scultoree del maestro Ferdy Guadagnini una linea armoniosa e misurata che mostra un’abilità esecutiva nel calibrare la tensione, tra pieno e vuoto, linee spezzate e sinuose, mentre si modulano nella luce in un autentico ed originale dettato plastico, dove l’impianto progettuale nasce dalla sapienza grafica che si evidenzia nei suggestivi bassorilievi sbalzati nella materia del rame. Così, il suo percorso artistico che si snoda, dal sacro al profano, diviene rappresentazione del diario intimo di tensioni, aspirazioni ed ideali nella fiduciosa adesione alla vita. Le splendide sculture in rame, sapientemente incise una volta ideate e realizzate, vivono risultanze classiche, dove le antiche preziosità si evolvono in forme rinascimentali sino a raggiungere nell’autonomia stilistica, svincolata da dettami accademici, accentuazioni moderne, memori della lezione di Henry Moore nel ricondurre all’essenzialità plastica le forme, mediante il dinamismo visivo dei soggetti scultorei. Appare subito nei complessi bassorilievi sbalzati in rame, la caratteristica prima della scultura di Guadagnini che evidenzia una forte immedesimazione nel racconto al di fuori di ogni piacevolezza formale, manifestando nel vigore espressivo un impianto simbolicoespressionista. Partendo, quindi, da una riflessione esistenziale e da una cognizione storica e, insieme psicologica, l’arte scultorea di Ferdy Guadagnini svela una sorta di essenzialità, memore di una concezione romanica e gotica della scultura, dove la scansione dei pieni e dei vuoti nella modulazione della luce sui rilievi, si unisce a raffinatezze rinascimentali che richiamano la sensibilità esistenziale nel messaggio evangelico nell’opera intitolata “ l’ultima cena” e nel bassorilievo dedicata al mondo naturale del “branco”. Ecco perché, Guadagnini ha questa tensione verso la dimensione popolare e corale della scultura a rilievo. Ciò appare anche nell’opera che interpreta la “caccia agli uccelli”, dove preziosismi classici si congiungono con un impianto progettuale in una cornice quattrocentesca. La ricerca formale nell’eleganza, quindi, si coniuga, con un eco rinascimentale, dal Ghilberti al Donatello, cioè un movimento di provenienza fiorentina, dove i soggetti raffigurati si muovono nel dinamismo delle immagini, mentre la luce si dipana nello spazio. Di particolare interesse artistico appare lo studio formale delle figure incise, talvolta racchiuse nel loro stato di riflessione esistenziale nel dualismo tra tangibilità realistica e spiritualità, pulsione emotiva e rigore mentale, interpretato simbolicamente nella materia del rame. Ecco che allora, emergono per bellezza ed armonia figure femminili che simboleggiano nelle naturali pose una lirica libertà, mentre avanza l’espressione onirica che percorre l’immaginario collettivo, rendendo le sculture sogni tridimensionali, in cui aleggia magico mistero. Antiche decorazioni esaltano le creazioni nell’originalità, tra raffinati vasi che richiamano il gusto archeologico nella classicità con la finalità di rivolgere lo studio accurato anche nei tratti di intensi volti che appartengono alla mitologia greco-romana, dove l’interpretazione di nuove figure come se fossero maschere, si fonde con inedite forme espressive dell’odierna cultura avveniristica per un nuovo concetto d’arte. I volti surreali, soggetti alla metamorfosi, dunque, sono il tramite, attraverso il quale Ferdy Guadagnini testimonia la propria appartenenza anche al mondo evocativo del teatro della vita, ai processi esistenziali, tra bene e male, tra allusioni e simbologie che rivelano i mutamenti d’animo dell’uomo ed il desiderio di apparire ciò che non è nella realtà. Sta qui il fascino nelle sculture del maestro Ferdy Guadagnini: le sfumature delle emozioni e degli attimi sono colte con ungesto, imprimendo nelle sue opere d’arte un moto vitale, un senso di onirica bellezza ed armonia, liberando con potenza espressiva la materia dai limiti, dalla pesantezza e dalla ponderabilità per manifestare l’estro e la sua genialità in immagini vitali e sogni tridimensionali nell’abbandono all’inconscio verso una dimensione trascendentale, dove l’arte si fa messaggio universale di sentimenti.

Ferdy Guadagnini Claudia Bonifaccio / Galleria Europa / Via Nazionale, 22 - 38099 Carano - Ville di Fiemme (TN)

Via Nazionale, 22
38099 Carano - Ville di Fiemme (TN)
Tel: 0462.231311
Email: infogalleriaeuropa.it

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