Recensione a Ferdy di Gerard Argelier

Ferdy Guadagnini

Prevale nei suoi lavori un notevole spirito d’osservazione per tutto ciò che lo circonda e lo emoziona.Guadagnini rimodella la sua realtà penetrando nelle zone inconsce della sua creatività, laddove il suo estro creativo attinge sempre più interessanti frasi di apparente quotidianità. La sua potenza espressiva si contrae sul metallo da lui elaborato facendo scaturire formule e visioni palpitanti, evocate con capacità manuali non indifferenti.Ferdinando Guadagnini attraversa la luce con segmentazione incisiva, equilibrato nelle proporzioni e nel gusto segnico. Nell’artista prevale la grande capacità di estrazione emozionale,frutto di una grande ricerca ma anche di notevoli studi artistici, che hanno raffinato la sua scelta artistica. Una ricerca sollecitata dalle inquietudini verso un mondo dai profili incostanti, dagli equilibri compositivi energicamente dedotti da un filtro scultoreo di notevole importanza tecnica. L’artista esalta un’arte che può apparire ormai superata, riuscendo a dare il meglio delle sue espressioni, coinvolgendo ogni fibra della sua motivazione artistica. Sollecitato da un figurativo concettuale, l’artista sa scrutare nel fondo del suo animo, traducendo le emozioni e le sue sensazioni in pura creatività scultorea. Le espressioni dei suoi personaggi, i particolari delle sue figure, tutto ci coinvolge nell’insieme figurativo, motivato dalla sua innata forza descrittiva. Ferdinando Guadagnini ama spaziare nel suo universo creativo con malleabile duttilità, confermata anche dalla realizzazione di perfette anfore dal sapore antico, giustamente tradotte dalla sua fantasia, divenute veicolo di grande creatività concettuale. L’artista ama proporsi con diverse strutture, poliedrico nella forma e nell’espressione, ma sempre notevole nella capacità di tradurre la sua armonia creativa, prezioso gesto di amore verso un’arte che non conosce limiti ed imposizioni, ma percorre un cammino di grandi soddisfazioni critiche.

del Maitre Gerard Argelier

Recensione a Ferdy Mario monteverdi

Ferdy Guadagnini

Ferdy Guadagnini è nato a Cavalese (Valle di Fiemme - Trento) il 30 luglio 1944. Porta alla visione dei pubblico le sue opere, uniche nella potenza espressiva. Già a quindici anni dà libero spazio al suo estro creativo rivelandosi padrone di un mestiere che non offre possibilità di riferimento nel suo genere; un genio solitario, chiuso psicologicamente in una estrema meditazione, creatore di opere dai notevoli altorilievi' sul rame, impreziosire da un elaborato lavoro di ceselli, quasi sculture emergenti tra spazio e proiezione psichica. La sua tecnica, intensamente maturata, rivela una padronanza nel disegno che lo rende artisticamente autosufficiente per qualsiasi soggetto. In tante opere egli rispecchia mutevoli immagini della sua valle apparentemente incontaminata, non resistendo tuttavia alla tentazione di modificarle là dove l'opera dell'uomo è stata negativa, toccando quindi la più profonda personalità individuale con immediatezza espressiva: sono quadri "documento", indubbiamente sofferti, cari all'autore anche per l'angoscia creativa, rovello snervante. Il mondo della natura si offre all'artista perch? egli possa, travalicando i soggetti, scoprirvi quello della sua interiorità così ricco di sfumature: i temi della vita paesana realizzano immagini che, nella vita reale, vanno assottigliandosi sempre più. Nei suoi quadri troviamo una certa distanza di visione, per cui la scena è colta nel suo insieme, nella sua naturalezza ed assume una carica d'istintiva ansietà. Constatando l'ideazione di ogni sua opera, come trattenesse un tema elaborandolo, prescindendo dalla sua stessa significatività, alimentandosi di una certa vena spirituale, troviamo l'artista: persona semplice, umile, cosciente di questo dono datogli da Dio, ed egli, accoltolo, vissutolo, l'ha maturato, non più come lavoro, ma come l’espressione dei suo io, dando di se stesso sempre il meglio. L’arte del cesello potrebbe, oggi, suonare anacronistico, qualora non vi fossero artefici che, come Ferdy (Ferdinando) Guadagnini, non la coltivassero nel rispetto di una tradizione che fa della sacralità del mestiere il proprio simbolo e la propria bandiera. Eccellente sotto il profilo formale, Ferdy rende il rame una materia duttile che si piega alle esigenze della tecnica come a quelle del racconto: e allora i miti, le favole, la storia, la Cronaca acquistano rilievo e forma, luce e movimento. Attento ai fatti umani colti con un senso del tutto sociale della solidarietà, l'autore attinge a significati indicativi di una scelta ideale allorch? plasma l'emblema di un'Europa unita che torni a illuminare il pianeta. di Mario Monteverdi

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