Recensione a Claudia Bonifaccio di Mario Monteverdi

Claudia Bonifaccio

Nata a Bolzano IL 4 Maggio 1954. Già dalla prima adolescenza si scoprono in lei velleità artistiche che sfociano nella sua grande passione per la matita e il sanguigno. Autrice dell’animo profondamente fine e sensibile, che si abbandona alla propria vocazione per la pittura con semplicità ed umiltà preziose e rare, soffermandosi a cristallizzare la parte del mondo che oggi pare invisibile. Con estrema naturalezza data dall’esperienza professionale passa dai disegni alla pittura che svolge con ogni tecnica abbinata a materiali diversi con coerenza stilistica l’autrice rivela diversi punti paralleli della propria maturità estetica toccando molteplici versanti dell’espressione che vanno dal realismo dei paesaggi al muto dialogo con i fiori, alla tenerezza romantica di scene di vita. Ella riesce a trovarsi in una esatta utilizzazione del colore attraverso il quale ha una capacità espressiva di notevole fascino che libera la fantasia, base felice di una dimensione ideale che si pone fuori dalla realtà di tutti i giorni specchiandone il suo stato di vacanza libera e sognante. Sono momenti di un tempo magico resi con esaltanti cromie, sono ricordi impreziositi dal tessuto pittorico finemente equilibrato, sono visioni sottratte al succedersi degli eventi e mantenute in una dimensione ideale fatta in atmosfere morbide e vellutate. In fondo alla casualità dei vari soggetti vi è un dato che rappresenta lo spirito della sua opera, rivelatrice di un riferimento ideale al quale fa costantemente il suo operare. Spiritualità e materia si fondono così in una entità che afferma la positività della vita e dei valori nel quale l’uomo ritrova la parte più autentica e migliore di sè. "Un giorno leggevo i libri di fiabe, appoggiati nel grembo, alla luce del lampione giù in strada. Accendevo i miei sogni e prendevano vita i miei desideri. Palpitavano, piangevano, ridevano con i miei stessi occhi, con il mio stesso cuore e mi dicevano - bambina…domani - e i domani passavano .Ne sono passati tanti che hai scavalcato i sogni, passi più grandi per scavalcare le stelle, presa più dal sopravvivere che dal vivere. Amo quella donna che si è messa in gioco immune dal virus della seduzione. Combatto il dolce piacere di vivete in proprio, vera". Queste parole di Claudia Bonifaccio che leggiamo dietro il quadro "Umanità Donna" dedicato alla figlia. Altri quadri dedicati ai figli e al marito sono ormai parte della collezione. Dotata di un possesso della tecnica che ci fa pensare ai pittori operosi nelle botteghe di un tempo, Claudia Bonifaccio rivela altresì una padronanza del mestiere che permette di valersi di ogni mezzo per sfruttare dette sue qualità; così la pittura su rame, abitualmente costretta entro modiche dimensioni, viene da lei praticata su lastre di ampie misure. Ciò permette di offrire alla sua analitica ripresa dei particolari un maggiore spazio e quindi un po’ ampio respiro . I suoi paesaggi interpretano la natura della verità dei riflessi, delle luci, degli animali che la popolano, nelle stagioni che incidono nel suo modo di apparire . A una costante ricerca dell’evidenza raffigurativa che ci trasmette le genuine emozioni che hanno mosso l’autrice.

di Mario Monteverdi