Recensione a Ferdy Mario monteverdi

Ferdy Guadagnini

Ferdy Guadagnini è nato a Cavalese (Valle di Fiemme - Trento) il 30 luglio 1944. Porta alla visione dei pubblico le sue opere, uniche nella potenza espressiva. Già a quindici anni dà libero spazio al suo estro creativo rivelandosi padrone di un mestiere che non offre possibilità di riferimento nel suo genere; un genio solitario, chiuso psicologicamente in una estrema meditazione, creatore di opere dai notevoli altorilievi' sul rame, impreziosire da un elaborato lavoro di ceselli, quasi sculture emergenti tra spazio e proiezione psichica. La sua tecnica, intensamente maturata, rivela una padronanza nel disegno che lo rende artisticamente autosufficiente per qualsiasi soggetto. In tante opere egli rispecchia mutevoli immagini della sua valle apparentemente incontaminata, non resistendo tuttavia alla tentazione di modificarle là dove l'opera dell'uomo è stata negativa, toccando quindi la più profonda personalità individuale con immediatezza espressiva: sono quadri "documento", indubbiamente sofferti, cari all'autore anche per l'angoscia creativa, rovello snervante. Il mondo della natura si offre all'artista perch? egli possa, travalicando i soggetti, scoprirvi quello della sua interiorità così ricco di sfumature: i temi della vita paesana realizzano immagini che, nella vita reale, vanno assottigliandosi sempre più. Nei suoi quadri troviamo una certa distanza di visione, per cui la scena è colta nel suo insieme, nella sua naturalezza ed assume una carica d'istintiva ansietà. Constatando l'ideazione di ogni sua opera, come trattenesse un tema elaborandolo, prescindendo dalla sua stessa significatività, alimentandosi di una certa vena spirituale, troviamo l'artista: persona semplice, umile, cosciente di questo dono datogli da Dio, ed egli, accoltolo, vissutolo, l'ha maturato, non più come lavoro, ma come l’espressione dei suo io, dando di se stesso sempre il meglio. L’arte del cesello potrebbe, oggi, suonare anacronistico, qualora non vi fossero artefici che, come Ferdy (Ferdinando) Guadagnini, non la coltivassero nel rispetto di una tradizione che fa della sacralità del mestiere il proprio simbolo e la propria bandiera. Eccellente sotto il profilo formale, Ferdy rende il rame una materia duttile che si piega alle esigenze della tecnica come a quelle del racconto: e allora i miti, le favole, la storia, la Cronaca acquistano rilievo e forma, luce e movimento. Attento ai fatti umani colti con un senso del tutto sociale della solidarietà, l'autore attinge a significati indicativi di una scelta ideale allorch? plasma l'emblema di un'Europa unita che torni a illuminare il pianeta. di Mario Monteverdi